Made in Bologna: ecco la guida al design emergente sotto le Torri

copertina-Made-in-BolognaPer me la capitale italiana delle avanguardie e della cultura underground è Bologna. Per sapere cosa bolle in pentola nel mondo dell’arte contemporanea e digitale per esempio non puoi non passare da qui, così come per conoscere le nuove tendenze della musica techno e dell’elettronica, ma anche per captare le novità del design emergente e autoprodotto. Ne sono decisamente convinta: ci ho vissuto dieci anni, e ormai un bel po’ di tempo fa ho scritto su questo tema il mio primo reportage. Era per Glamour, e avevo raccontato la Bologna delle “case atelier” di stilisti e designer. So per certo che se riprovassi a fare lo stesso lavoro adesso avrei mille spunti in più, tutti nuovissimi.

Lo prova anche un nuovo libro: si intitola Made in Bologna – guida al design emergente (Giraldi Editore) ed è la prima guida bilingue sul meglio del design indipendente e dell’handmade sotto le due Torri che dovreste assolutamente procurarvi per la vostra prossima visita in città.

Lo ha scritto Silvia Santachiara, giornalista freelance con un’ irrefrenabile passione per la grafica, il design, l’illustrazione e la creatività che in Made in Bologna ha raccolto 59 storie personali e professionali di creativi emergenti, e in questa intervista ci dà qualche anticipazione.

Come nasce questo progetto?
«Nel tempo mi è balzato all’occhio quanto Bologna fosse un vero e proprio concentrato di creatività ma anche di quanto, almeno da questo punto di vista, per molti bolognesi fosse una città ancora tutta da scoprire. E poi mancava un progetto che raccogliesse in modo coerente ed organico tutte queste realtà…Dopo varie idee abbiamo pensato a una guida bilingue, in italiano e inglese, con l’indicazione di tutti i negozi, shoowroom e laboratori a Bologna, ma anche in Italia e nel mondo, dove poter trovare le creazioni dei designer che abbiamo radunato».

Come e con chi lo hai realizzato?
«Con la casa editrice Giraldi Editore che ha subito creduto in me, e sono stata affiancata da Alessandro Boselli, fotografo e web designer che ha curato la parte fotografica, grafica e web del progetto. Ho iniziato studiando il format, scovando e selezionando i designer. Li ho incontrati tutti singolarmente e realizzato le interviste, mentre Alessandro si occupava delle foto dei profili, dei prodotti e degli spazi. Ridendo racconto sempre che è stato un po’ come se ci avessero adottato… Durante uno di questi appuntamenti ho conosciuto una bravissima designer, Silvia Gaiani, che mi ha parlato della sua passione ed esperienza nel settore dell’eco-fashion…da qui l’idea di lavorare insieme aggiungendo un’interessante sezione al libro. Dopo un intenso mese di lavoro il libro è stato tradotto da una professionista madrelingua, Maria Moscato, e infine realizzata la copertina e il progetto grafico. Una vera full immersion…»

Cecilia Rosati, foto photo Alessandro Lanciotti
Cecilia Rosati, foto photo Alessandro Lanciotti

Ancora una volta Bologna si dimostra capitale del design emergente…
«Assolutamente si…a Bologna c’è un notevole fermento creativo, le idee non mancano e non solo per quanto riguarda il design e l’handmade. Nel volume infatti ho recensito anche spazi che vanno oltre il concetto di negozio tradizionale, veri e propri contenitori che guardano alla città e alle sue forme espressive: dalla grafica, al food, fino a mostre d’arte e fotografiche. Tornando ai designer, ciascuno ha saputo affascinarmi e farmi vedere le cose da una nuova e diversa prospettiva: c’è chi realizza gioielli con i Lego e con i tasti di portatili Apple, chi con sete di kimono o fiori, altri con carte geografiche e fotografie di una volta, ma anche chi realizza borse con tessuti appartenuti all’Esercito o lampade con pellicole cinematografiche… ciascun oggetto racchiude una storia, divulga uno stile di vita, si riallaccia al passato o fa un salto nel futuro. Un universo variegato e altamente innovativo ma caratterizzato dal valore del fatto a mano, dall’attenzione alla scelta dei materiali e da un processo produttivo che può definirsi davvero a km 0».

Qualche indirizzo top per lo shopping di abiti, accessori, pezzi d’arredo?
«Domanda difficile perché ciascuno ha un suo fascino e una sua particolarità… segnalo un paio di spazi dove trovare le creazioni di diversi designer di Made in Bologna come Lab Store L.UN.A in via Marsala 25a e Galleria Terre Rare in via De Carbonesi 6. Poi apro alcune pagine a caso….per l’abbigliamento Nei Rami (via Porta Nova 5/2 ) e Le Giraffe (via delle Moline 5c), per gli accessori Rub&Dub (lo trovate da Angelique via degli Orefici 1, Cavallo Spose in via Rizzoli 7, La Bohème in via Santo Stefano 14, Lulu Talune in via San Felice 33, Marco Ferriani in via Saragozza 219, Matta E Goldoni in via delle Moline 1/c, da Otto B. in via Oberdan 8 e da Protec in via Porta Nova 2), per i gioielli Vittorio Ceccoli (lo trovate da Black Stone in piazza Aldrovandi 23, L’inde Le Palais in via De’ Musei 6 e alla gioielleria Tegli in via Oberdan 30), per gli oggetti Pa.mou Design (lo trovate da Chiara Castelli Casa in piazza Aldrovandi 1/b)».

Nei Rami, photo Tamara Vignati
Nei Rami, photo Tamara Vignati

Nel libro ci sono anche chicche su posti dove fermarsi per comprare ma restare anche dopo, veri e propri contenitori culturali. Ci fai qualche esempio?
«Ono Arte Contemporanea ad esempio è una galleria dedicata all’ arte in tutte le sue forme (anche se incentrata in particolare sulla fotografia di moda e musica): dalla fotografia alla videoarte, dalla grafica ad installazioni, fino a libri, oggetti di design e abbigliamento, musica e vinili. Ogni sabato e domenica pomeriggio è anche possibile fare colazioni e merende nel lounge bar, che durante gli altri giorni della settimana è aperto solo la sera, dalle 18. Oppure Zoo, uno spazio nuovo in Italia che prende ispirazione da due concept store francesi e in cui convivono insieme un laboratorio culturale, l’atelier di design tessile Pesci Pneumatici, la bakery Offelleria Sorelle Fosser, la libreria specializzata per bambini Bradipo, ma anche uno spazio espositivo in continua evoluzione e un’area dove vengono organizzati corsi di serigrafia e stampa su tessuto. Poi c’è Senape Vivaio Urbano: un vivaio in piena regola dove trovare anche oggettistica di design, autoproduzioni di giovani creativi, oggetti d’arredo di recupero e mostre d’arte, anche in collaborazione con festival e manifestazioni cittadine».

Dove potremo assistere alle presentazioni?
«Saranno segnalate sul sito www.madeinbolognadesign.com e sulla pagina Facebook facebook.com/madeinbolognadesign».

E se passate da Bologna, date un’occhiata all’ultima guida che ho scritto per Vanityfair.it per scoprire la città. Cliccate qui!

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