Perché il primo maggio nel Salento bisogna andare a Kurumuny

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A Martano, nel cuore della Grecìa Salentina, c’è un posto speciale: si chiama Kurumuny ed è una campagna dove ogni anno l’omonima casa editrice celebra il primo maggio in un modo molto particolare. Una grande festa popolare, del lavoro e dei lavoratori, all’insegna della multiculturalità, dei diritti, della salvaguardia delle radici. E ogni volta, per l’occasione, ci sono migliaia di persone e musicisti, scrittori, danzatori e danzatrici, cantanti, intellettuali. Si sta tutto il giorno insieme, scambiandosi opinioni, conoscendosi, passando al vicino un bicchiere di vino mentre lui fa lo stesso e insieme, alla brace in comune, cuociono carne e verdure.

Io ci sono stata per la prima volta lo scorso anno, il mio primo maggio nel Salento. Quest’anno farò lo stesso, e invito tutti voi a passare. Perché ci si diverte parecchio, senza però mai dimenticare il significato di questa giornata. E in tempi come questo, in cui lavoro è poco, è diventato una conquista e non un diritto e chi ne ha uno molto spesso è costretto a farlo senza porre condizioni ma limitandosi a subirle, dobbiamo celebrare tutti il primo maggio. Indipendente dal colore o dal credo politico.

Il lavoro – come ricorda Kurumuny –  dovrebbe essere la festa di tutti perché “un uomo che vuol lavorare e non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l’ineguaglianza della fortuna possa offrire sulla terra” (T. Carlyle).

Dunque, quest’anno. Il programma del primo maggio a Kurumuny, realizzato in collaborazione con l’Associazione Ambrò e con il patrocino del Comune di Martano, è fittissimo.

Una lunga giornata tra germogli di vino e braci di canti selvatici e balli spargi-sale, artisti extra-vaganti giocolieri di luce, diritti in mostra ai colori della primavera. Come sempre il pranzo è autogestito dai singoli partecipanti mentre l’organizzazione offre vino e pane (finché ce n’è) e mette a disposizione di tutti bracieri per gli arrosti.

Chi sono gli ospiti

Li Strittuli, che riproporranno un viaggio nella musica popolare salentina, fatto di pizziche pizziche, stornelli d’amore, canti di lavoro e di protesta;

Radiobellamì, frutto dell’incontro di tre artisti di estrazioni ed esperienze tutte diverse tra loro (Cosimo Giagnotti, Dj Bellezza e Davide DD Cannazza, che come in una tavolozza di colori, in una comunione, si intersecano a suon di wooblebass (oscillazioni di frequenza del sintetizzatore), tamburello (rigorosamente campionato) e hip hop;

La Rocha, band nata nella primavera del 2011 con l’idea di mettere insieme diverse esperienze musicali, dal rock al punk, dal reggae alla patchanka, alla musica popolare, cercando di avere rispetto nella mescolanza dei diversi generi;

Frenetica Fanfarlo, un progetto che prende avvio nell’estate del 2013, in occasione dell’apertura al concerto del rinomato artista Manu Chao, da quattro dei componenti dei Rino’s Garden che decidono di intraprendere questo nuovo percorso adeguando le passate esperienze musicali a ciò che di nuovo li caratterizza: frenesia, dinamismo, colore… e tanta rinnovata energia. In consolle Pastanaca Brothers (Fatina Miss Schotch & Joao Capoca) con selezioni di soul, funky, natucada, cachi.

Le iniziative:

-“Il peso della cultura: libri al chilo”. In occasione della festa sarà possibile acquistare una sporta di libri al chilo. Per l’iniziativa sono state create dal marchio B22 delle sportine ad hoc che saranno anche un simpatico gadget della festa. Tra le novità c’è l’istituzione di una borsa lavoro per soggetti svantaggiati. Parte del ricavato, infatti, andrà a costituire un fondo col quale si intende garantire una borsa lavoro per un periodo di quattro/sei mesi a uno/due soggetti.

I progetti speciali:

– La foto del manifesto (la vedete su) di Raffele Ballirano è stata selezionata dalla giuria del concorso “Uno scatto per il primo maggio” che ha visto la partecipazione di numerosi fotografi e appassionati da tutta Italia. “Operatori di rete di Raffele Ballirano coglie un attimo del duro lavoro del mare, trasfigurandolo. Arte manuale, corporeità del lavoratore ed intensità espressiva s’incontrano, aprendo squarci nell’immaginazione collettiva del lavoro. Lo sforzo della manualità, la pena del corpo ripiegato che rimaglia la rete, la stilizzazione del bianco e nero ci inducono a ripensare in termini di fatica e d’impegno questa attività che incontra uno degli elementi primordiali dell’universo: il mare”, sottolineano a Cecilia Mangini, Piero Marsili Libelli e Luigi Chiriatti nella motivazione.

Quest’anno la festa si tinge di verde grazie alla certificazione “Ecofesta Puglia“, premiata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e cuore pulsante del progetto “La Tradizione fa Eco-modello di sostenibilità per innovare la tradizione e rivoluzionare gli eventi pugliesi” vincitore del bando Social Innovation del Miur.

Kurumuny si trova nelle campagne di Martano (nei pressi dell’uscita per Castrignano de’ Greci). Qui tutte le info.

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